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Decarbonizzazione con BioGNC e BioGNL: come riducono le emissioni questo tipo di gas rinnovabili

Gen 13

6 min read
Descarbonización con BioGNC y BioGNL

Quando parliamo di decarbonizzazione, tendiamo a pensare all’elettrificazione, ai pannelli solari o ai parchi eolici. Tuttavia c’è un altro elemento che sta acquisendo importanza, soprattutto nel trasporto pesante su strada e marittimo: il biometano sotto forma di BioGNC e BioGNL. Capire di cosa si tratta e il loro contributo alla decarbonizzazione è fondamentale per anticipare la direzione che prenderà l’energia nei prossimi anni.

Cos’è la decarbonizzazione e perché i trasporti sono l’elemento più critico

Decarbonizzare significa ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, principalmente CO₂, fino al raggiungimento della neutralità climatica. Non si tratta solo di emettere meno sostanze dai tubi di scappamento, ma di diminuire le emissioni lungo tutto il ciclo di vita dell’energia, dalla produzione all’uso finale.

I trasporti hanno un ruolo di primo piano in questa sfida. Nell’Unione Europea le emissioni associate al trasporto interno superano il 22% del totale e, se si includono il trasporto aereo e marittimo internazionale, la percentuale si avvicina al 27%. All’interno di questo totale, il trasporto pesante su strada rappresenta circa il 30-35% delle emissioni del settore in paesi come la Spagna e il Portogallo. Questo spiega perché la decarbonizzazione del trasporto pesante è una priorità: non è un settore di nicchia, ma una delle grandi leve del cambiamento climatico.

In questo contesto subentrano i gas rinnovabili, tra cui il biometano utilizzato come BioGNC e BioGNL.

Cosa sono BioGNC e BioGNL

Sia il BioGNC che il BioGNL sono biometano, ovvero gas metano di origine rinnovabile, ottenuto da rifiuti organici attraverso la digestione anaerobica. La differenza sta nel loro stato fisico e nel loro utilizzo principale.

Il biometano è prodotto dal biogas generato dai rifiuti agricoli e zootecnici, industriali, dai fanghi di depurazione o dalla parte organica dei rifiuti urbani. In seguito a un processo di depurazione e upgrading, si ottiene un gas con una composizione molto simile al gas naturale fossile, ma di origine rinnovabile. 

Quando questo biometano viene compresso, si parla di BioGNC (gas naturale compresso rinnovabile), mentre quando viene liquefatto a temperature molto basse, diventa BioGNL (gas naturale liquefatto rinnovabile).

Il grande vantaggio tecnico è che entrambi sono pienamente intercambiabili con il GNC e il GNL standard: possono essere utilizzati negli stessi motori e sfruttare le infrastrutture esistenti (stazioni di servizio, reti del gas, impianti di rigassificazione) senza drastici cambiamenti tecnologici.

Dai resti al combustible: economia circolare applicata alla decarbonizzazione

Uno degli aspetti più interessanti del BioGNC e del BioGNL è che non solo riducono le emissioni nell’uso finale, ma anche nel modo in cui vengono prodotti.

I rifiuti organici, se non gestiti correttamente, emettono metano in modo incontrollato nell’atmosfera. E il metano è un gas serra molto più potente della CO₂ nel breve e medio termine. Catturando questo biogas e trasformandolo in biometano, si evita che il metano venga rilasciato nell’atmosfera e lo si converte in un combustibile rinnovabile.

La Roadmap del Biogas del MITECO (Ministero dell’Ambiente, della Energia e dei Cambiamenti Climatici) riporta che il biogas per l’elettricità e il biometano per i trasporti prodotti dal letame possono portare a riduzioni delle emissioni superiori al 200%, evitando quelle che si produrrebbero se tali rifiuti fossero gestiti in modo convenzionale. Ciò significa che, in determinati casi, il bilancio globale può essere addirittura “climaticamente negativo”: vengono rimosse più emissioni di quelle generate.

Inoltre, le sostanze che rimangono dopo la digestione anaerobica possono essere utilizzate come fertilizzante, sostituendo quelli minerali e chiudendo il ciclo dei nutrienti nel suolo, rafforzando così l’approccio dell’economia circolare.

Il ruolo del BioGNC e del BioGNL nella riduzione delle emissioni

Emissioni ridotte nel ciclo completo

Quando si valuta un combustibile dal punto di vista della decarbonizzazione, non si guarda più solo al ciclo “dal serbatoio alla ruota” (tank-to-wheel), ma al ciclo “dal pozzo alla ruota” (well-to-wheel), ovvero all’intero ciclo.

Gli studi sui gas rinnovabili nel trasporto pesante mostrano che il biometano può fornire riduzioni delle emissioni di gas serra comprese tra il 65 % e oltre il 200 % rispetto ai combustibili fossili, a seconda del tipo di rifiuto e del sistema di gestione. Altre analisi indicano che il biometano può ridurre fino al 99 % le emissioni rispetto ai combustibili fossili convenzionali.

Nel caso del BioGNL applicato al trasporto marittimo, alcuni studi stimano una riduzione netta di CO₂ fino al 92% rispetto all’olio combustibile pesante, che è il combustibile tradizionale di molte navi.

Queste cifre spiegano perché le istituzioni europee e le associazioni di settore considerano il biometano uno degli elementi essenziali per decarbonizzare il trasporto pesante e marittimo, in particolare nei segmenti difficili da elettrificare nel breve termine.

Uso nel trasporto pesante via terra

Nel trasporto pesante, il BioGNC e il BioGNL consentono una transizione rapida perché si basano su una tecnologia già nota a molti gruppi di flotte che utilizzano GNC o GNL.

Il BioGNC si adatta particolarmente bene alla distribuzione urbana, alla raccolta dei rifiuti e ai servizi municipali, dove i veicoli a gas sono già ampiamente utilizzati. L’uso del biometano in questi segmenti consente di ridurre immediatamente l’impronta di carbonio senza cambiare il tipo di veicolo.

Il BioGNL, invece, è più orientato al trasporto pesante a lunga distanza. Grazie alla sua elevata densità energetica, è adatto a percorsi di molti chilometri con tempi di rifornimento simili a quelli dei combustibili tradizionali. I produttori di autocarri e gli operatori logistici lo indicano come un’opzione realistica per avvicinarsi a un trasporto merci a emissioni neutre di CO₂, soprattutto quando si aumenta la percentuale di BioGNL nelle miscele con GNL fossile fino a raggiungere il 100% di energia rinnovabile.

Nella penisola iberica, l’uso combinato di biometano, idrogeno e gas naturale nel trasporto pesante ha evitato l’emissione di circa 500.000 tonnellate di CO₂ nel 2022, a dimostrazione del fatto che l’effetto complessivo di queste soluzioni è già significativo.

Uso nel trasporto pesante via mare

Il trasporto marittimo è un altro grande produttore di emissioni e, allo stesso tempo, un settore in cui l’elettrificazione diretta è molto complessa. In questo caso il BioGNL appare come un’alternativa particolarmente interessante.

Il BioGNL può essere utilizzato nei motori predisposti per il GNL, una tecnologia che si sta già diffondendo nelle nuove navi. In questo modo, gli armatori possono iniziare utilizzando il GNL fossile e, man mano che il BioGNL si diffonde, aumentarne la percentuale per ridurre progressivamente l’impronta di carbonio fino ad avvicinarsi a emissioni di CO₂ quasi nulle.

Recenti studi indicano che il biometano liquefatto puro potrebbe coprire tra il 3% e il 13% della domanda totale di combustibili del settore marittimo mondiale tra il 2030 e il 2050, contribuendo in modo significativo alla decarbonizzazione di questa attività.

Vantaggi che vanno oltre la riduzione di CO₂

Il contributo del BioGNC e del BioGNL alla decarbonizzazione non si limita alle cifre relative alla riduzione delle emissioni di CO₂.

In primo luogo contribuiscono a valorizzare i rifiuti che altrimenti rappresenterebbero un problema ambientale, riducendo le emissioni diffuse di metano e migliorando la gestione dei rifiuti organici. In secondo luogo, consentono di generare attività economica e occupazione nelle zone rurali e industriali in cui vengono prodotti tali rifiuti, sostenendo lo sviluppo locale.

In terzo luogo, essendo prodotti e consumati a livello regionale, possono ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento. Le aziende e gli operatori che puntano sul BioGNL sottolineano anche che la sua produzione vicino al punto di consumo riduce i costi di trasporto e le emissioni associate alla logistica del combustibile.

Tutto ciò è in linea con la visione di un’economia più circolare e resiliente, in cui l’energia è generata da risorse locali e rinnovabili.

Sfide e prospettive future

Nonostante il suo potenziale, la diffusione su larga scala del BioGNC e del BioGNL deve ancora affrontare alcune sfide. Tra queste, la necessità di continuare ad ampliare l’infrastruttura di produzione di biometano, garantire quadri normativi stabili e sistemi affidabili di garanzia dell’origine, e accompagnare le flotte nella transizione tecnologica e finanziaria.

La normativa europea, attraverso la direttiva sulle energie rinnovabili (RED II e il suo aggiornamento), fissa già obiettivi specifici per l’uso di biocarburanti avanzati e combustibili rinnovabili di origine non biologica per il 2030, rafforzando il ruolo del biometano nella decarbonizzazione dei trasporti.

Allo stesso tempo, la combinazione di fattori come pressione climatica, costi crescenti delle emissioni, maturità tecnologica e potenziale dei rifiuti rende il BioGNC e il BioGNL strumenti particolarmente preziosi per agire subito, senza attendere soluzioni ancora in fase embrionale.

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