Se ti interessa la mobilità sostenibile o semplicemente hai cercato dove fare rifornimento di gas naturale per il tuo veicolo, è molto probabile che tu abbia già cercato dove trovare distributori di metano. No es una errata de “gasolinera”, ni una ocurrencia de marketing: es un término que describe un tipo concreto de estación de servicio que está ganando protagonismo en España y en Europa.
In questo articolo scoprirai, in maniera chiara e senza inutili e complicati tecnicismi, che cos’è esattamente un distributore di metano, quali combustibili offre, come funziona, le differenze con le classiche stazioni di servizio e il ruolo che ricopre nella transizione ecologica.
Che cos’è esattamente un distributore di metano
Si tratta in poche parole di una stazione di servizio che somministra gas naturale per i veicoli. Nella maggior parte dei casi si parla di gas naturale compresso (GNC) e in altri di gas naturale liquefatto (GNL), soprattutto per i mezzi di trasporto pesanti.
Rispetto a una tradizionale stazione di servizio, dov’è il combustibile principale offerto è la benzina o il diesel, qui il protagonista è il gas naturale. Ci riferiamo dunque a questa rete di stazioni di rifornimento di gas, in particolar modo quando si parla di GNC per trasporti professionali, per il turismo e i corrieri.
Da sottolineare che un distributore di metano è un soggetto legale distinto: dal punto di vista normativo, rimane una stazione di servizio. La differenza sta nel tipo di energia offerta e nella tecnologia necessaria per conservarla e distribuirla.
GNC, GNL e altri tipi di gas: quale combustibile serve un distributore di metano
Quando parliamo di distributori di metano si fa quasi sempre riferimento al gas naturale veicolare (GNV), che può presentarsi in due forme: GNC e GNL.
Il GNC, gas naturale compresso, è un gas naturale conservato ad alta pressione, di solito tra i 200 e i 250 bar. Si mantiene a temperatura ambiente, ma in uno stato molto compresso che permette di accumulare energia sufficiente nei serbatoi dei veicoli. SI tratta dell’opzione più comune per auto, furgoni, flotte urbane, bus e autocarri.
Il GNL, gas naturale liquefatto, è lo stesso gas ma raffreddato a circa -160 °C fino alla trasformazione in stato liquido. Occupa molto meno volume rispetto allo stato gassoso, il che significa maggior autonomia per la conservazione. Per questo motivo viene impiegato soprattutto per le lunghe distanze, in cui occorre percorrere molti chilometri tra un rifornimento e l’altro.
In alcuni casi si parla di distributori di metano anche quando includono gas rinnovabili come il biometano, chimicamente molto simile al gas naturale ma prodotto a partire da residui organici. Un gas rinnovabile che si può iniettare nella rete e giungere ai distributori per ridurre ancor di più l’impronta di carbonio del mezzo di trasporto.
Come funziona un distributore di metano
Dal punto di vista dell’utente, fare rifornimento in un distributore di metano non è così diverso da farlo in una stazione di servizio tradizionale. Si accede alla stazione, si avvicina il veicolo alla colonna corrispondente, ci si collega alla pompa e si avvia il rifornimento seguendo alcune semplici norme di sicurezza.
Dietro a quest’esperienza apparentemente semplice si nasconde un’infrastruttura complessa. In un distributore di GNC di solito è presente una connessione alla rete di gas naturale, compressori che aumentano la pressione del gas fino ai valori di servizio, sistemi di conservazione di stoccaggio intermedio e distributori pensati per collegarsi in modo ermetico al veicolo.
Nel caso del GNL, l’impianto presenta un serbatoio criogenico che mantiene il gas allo stato liquido a temperature molto basse, tubazioni isolate e distributori predisposti per gestire il prodotto in totale sicurezza. Il rifornimento viene effettuato con protocolli che evitano perdite consentendo di controllare la quantità erogata, proprio come quando facciamo il pieno di gasolio o benzina.
Vengono sempre applicate misure di sicurezza molto severe: rilevamento di fughe, ventilazione adeguata, limitazione delle fonti di combustione, segnaletica specifica e revisioni periodiche delle attrezzature e dei serbatoi secondo la normativa vigente. Nonostante possa sembrare sorprendente, il gas naturale ha proprietà fisico-chimiche che lo rendono particolarmente sicuro se maneggiato correttamente, poiché è più leggero dell’aria e tende a disperdersi verso l’alto.
Differenze tra distributore di metano e stazione di servizio classica
La prima differenza che salta all’occhio riguarda il carburante utilizzato: gas naturale invece di benzina o diesel. Ma ce ne sono altre.
Una stazione di servizio standard è progettata principalmente per i carburanti liquidi. I suoi serbatoi sono interrati e la distribuzione avviene tramite meccanismi che spingono il carburante fino alle pompe di erogazione. In un distributore di metano, il “deposito” può essere la rete del gas stessa e il cuore dell’impianto sono i compressori. In una stazione di servizio a GNL, l’elemento chiave è il serbatoio criogenico con il suo sistema di raffreddamento e isolamento.
Un’altra differenza importante riguarda la rete disponibile. Le stazioni di servizio normali si trovano quasi in ogni comune, mentre quelle di gas naturale sono ancora in fase di espansione. In Spagna, ad esempio, gli ultimi dati indicano circa 256 distributori di gas naturale (GNC e GNL), con diverse decine in progetto, e una copertura particolarmente concentrata nelle grandi reti logistiche e nelle aree metropolitane.
Anche l’utenza può differire. In una stazione di servizio standard predominano le autovetture private, mentre in molti distributori di metano una fetta importante della domanda proviene da flotte professionali, camion, autobus urbani o veicoli dei servizi municipali.
I vantaggi dei distributori di metano
L’interesse sempre maggiore per i distributori di metano non è casuale. È dovuto ai numerosi vantaggi offerti dal gas naturale rispetto ai combustibili tradizionali.
Dal punto di vista ambientale, il gas naturale consente di ridurre in modo significativo le emissioni di ossidi di azoto (NOx) e particolato rispetto al diesel, il che si traduce in un miglioramento diretto della qualità dell’aria urbana. Inoltre, le emissioni di CO₂ per chilometro sono generalmente inferiori e, se si utilizza il biometano, la riduzione dell’impronta di carbonio può essere molto significativa, in alcuni casi addirittura vicina alla neutralità, a seconda dell’origine del biogas.
Sul piano economico, il costo per chilometro con GNC o GNL è solitamente competitivo rispetto alla benzina o al gasolio, specialmente nelle flotte che percorrono molti chilometri all’anno. Ciò è dovuto sia al prezzo del gas che all’efficienza dei motori progettati o adattati per il gas naturale veicolare.
Presenta anche vantaggi operativi. Molti motori a gas generano meno rumore rispetto ai loro equivalenti diesel, elemento particolarmente apprezzato negli ambienti urbani e nelle operazioni notturne. Il rifornimento risulta veloce e, nel caso del GNL, l’autonomia raggiungibile consente di pianificare percorsi a lunga distanza con poche soste.
Tutto ciò spiega perché sempre più professionisti dei trasporti, aziende di distribuzione e servizi municipali includono veicoli a gas nelle loro flotte e utilizzano regolarmente la rete di stazioni di rifornimento.
L’utenza dei distributori di metano
I distributori di metano servono un’utenza piuttosto variegata. In ambito professionale spiccano le aziende di trasporto merci, che utilizzano sia GNC che GNL a seconda del tipo di percorso, nonché i gruppi di logistica che cercano di ridurre i costi operativi e le emissioni senza rinunciare a un’elevata autonomia.
Anche i comuni e gli operatori dei servizi pubblici sono ben rappresentati. Molti autobus urbani, camion per la raccolta dei rifiuti o veicoli per la pulizia stradale funzionano a gas naturale compresso, riducendo il rumore e le emissioni in città. Parte di queste flotte si rifornisce presso distributori di metano pubblici, mentre altri presso impianti privati ad uso interno, ma il principio di funzionamento è lo stesso.
Contemporaneamente esiste una nicchia di utenti privati e piccole imprese che puntano sui veicoli bifuel (benzina e GNC) o adattati al GNV, soprattutto nelle zone in cui sono presenti stazioni di rifornimento nelle vicinanze. Sebbene si tratti ancora di un segmento minoritario rispetto ai motori tradizionali o ibridi, la crescente disponibilità di distributori di metano e la ricerca di alternative più economiche stanno gradualmente espandendo questo mercato.
Situazione e futuro dei distributori di metano in Spagna
La rete di distributori di metano in Spagna sta attraversando una fase di consolidamento e crescita selettiva. Il numero delle stazioni di rifornimento di GNC e GNL è aumentato negli ultimi anni, con una presenza rilevante nelle principali rotte di trasporto e nelle grandi aree metropolitane. Allo stesso tempo, spuntano costantemente nuovi progetti per coprire zone strategiche e migliorare la capillarità.
Lo sviluppo è strettamente legato agli obiettivi di decarbonizzazione dei trasporti e alle politiche di qualità dell’aria. Il gas naturale per autotrazione è percepito come una soluzione di transizione che consente di ridurre immediatamente le emissioni in segmenti in cui l’elettrificazione totale presenta ancora problematiche tecniche o economiche, come il trasporto pesante a lunga distanza.
Il biometano ricoprirà un ruolo da protagonista nei prossimi anni. Con l’aumento della produzione e dell’immissione di questo gas rinnovabile nella rete, i distributori potranno fornire una miscela con una componente crescente di origine rinnovabile, riducendo ulteriormente l’impronta di carbonio per chilometro percorso. In pratica, l’utente farà rifornimento alla stazione di servizio come oggi, ma l’energia avrà un’origine sempre più sostenibile.